Sul Romanzo
Si chiama Morgan Palmas. Sul Romanzo è il litblog col quale si è fatto conoscere in Rete. Dallo scorso marzo è anche il titolo della webzine di informazione e cultura letteraria disponibile sulla piattaforma issuu.com
Partiamo dalle origini: Sul Romanzo, un blog dal nome impegnativo.
Credo che dipenda dal punto di vista, per me il termine “romanzo” è sempre stato famigliare, fin da piccolo, quando vagavo per la grandissima – agli occhi di un bambino – biblioteca del mio paese. A circa quindici anni ho iniziato a riflettere sulle strutture di un romanzo, a indagarne le forme, un viaggio che dura ancora oggi e che credo non finirà presto. C’è chi a quell’età sceglie di dedicare il tempo libero alla squadra del cuore, vedendo le partite o raccogliendo le figurine, e chi invece si mette a studiare in modi del tutto grossolani l’ingegneria di un romanzo. Ero un ragazzino semplicissimo, nulla di particolare, però sfogavo rabbia e curiosità in letture ossessionanti, in corse fra i boschi e in tantissime parole nero su bianco. Ecco il senso del nome Sul Romanzo, come a dire: c’ho pensato un po’, vi dico la mia opinione. Poi l’evoluzione imprevista che oggi conoscete. Ti aspettavi un feedback tanto gratificante?
Assolutamente no. Speravo che qualche decina di persone al giorno mi accompagnasse nelle mie scomposte considerazioni, poi ho visto in pochi mesi 100, 200, 300, 400 e oltre, e piano piano il progetto si è strutturato con più fiducia da parte mia. Poi è arrivato il saggio Scrivere un romanzo in cento giorni, con l’editore Marco Valerio: una provocazione o una sfida?
Ho lanciato l’iniziativa come una sfida ai miei lettori, partendo dalla mia esperienza: essere riuscito in prima persona a creare un romanzo in circa cento giorni. Ho provato a condividere idee, umili suggerimenti e punti di riferimento originali. Marco Valerio ha creduto nel progetto e mi ha proposto di fare divenire gli appunti un libro, che poi è stato pubblicato alla fine del 2009. Quando hai avvertito la necessità di passare dal lit blog alla webzine?
Vi sono due aspetti che confluiscono nella webzine: un vecchio sogno che coltivavo nei miei anni fiorentini (dal 2002 al 2005) e l’occasione vera che si è creata perché si sono presentati i giusti presupposti. Per quanto concerne il primo, fondai a Firenze un gruppo letterario che si chiamava Leucos (ci incontravamo e condividevamo letture, riflessioni, oltre ad avere organizzato alcuni reading splendidi al Caffè Giubbe Rosse di Piazza Repubblica). Pensai allora per la prima volta di creare una rivista, ma poi non se ne fece nulla perché andai a vivere a Roma, preso da altre passioni e interessi. Per venire al presente, ripensai all’idea l’estate scorsa, mentre mi trovavo in Sardegna, poi una telefonata con Marcello Marinisi, uno dei collaboratori, e si decise di tentare di organizzare una webzine. Da lì il progetto prese forma, anche con il prezioso aiuto di Annalisa Castronovo e di gran parte dei collaboratori del blog. Quali sono i vantaggi della piattaforma issuu.com?
Banale da dire, ma verità: nessun costo. Ci si iscrive gratuitamente e si diventa un publisher. La piattaforma permette anche una lettura stimolante attraverso diverse funzioni (nonostante all’inizio non sembri molto semplice) e, quindi, ci è sembrato il giusto compromesso fra noi della redazione e i lettori. È stato facile mettere insieme un gruppo di collaboratori affiatato e motivato?
No, devo essere sincero. Il punto di vista è su di me ora, non sui collaboratori che non finirò mai di ringraziare per la splendida avventura che viviamo assieme. Sono di natura un po’ misantropo, mi piace l’essenziale nei rapporti con le persone (il dire, più che il comunicare) e ho scarsa fiducia nei singoli esseri umani (forse, anzi probabilmente per tante cocenti delusioni avute in passato). Perciò, quando ho deciso di progettare il blog in una forma collettiva, mi sono rimesso in discussione e sforzato a contare fino a dieci mentalmente prima di dire (scrivere) qualsiasi cosa ai collaboratori. In pochi mesi ho ritrovato fiducia nella gente, sono sempre un pessimista nell’umana specie, ma con un pizzico di miele che ha addolcito l’indole. Ora il gruppo è davvero affiatato e motivato, con alcuni si è creata una vera e propria amicizia, smentendo con vitalità alcune idee che avevo da tempo riguardo i rapporti virtuali. Tra le varie rubriche della rivista, c’è quella sugli scrittori esordienti: come vengono selezionati?
Ci sono delle proposte e di comune accordo con chi scriverà l’articolo troviamo il compromesso. L’obiettivo è premiare l’originalità e la bella scrittura. Perché uno spazio interamente dedicato alla piccola editoria?
Perché ci pare che della grande editoria già se ne parli troppo, mentre esistono piccole realtà che in quanto a qualità non hanno nulla da invidiare alle altre. Cosa manca all’editoria italiana per essere competitiva con quella europea?
In tutta franchezza non posso fornire una risposta da addetto ai lavori, però rilevo una condizione di partenza che allude a una possibile mancata abilità italiana. Ne siamo sicuri? Siamo certi che la nostra editoria sia in ciò peggiore di quella di altri paesi europei? Leggendo spesso blog letterari di lingua inglese e francese ho più l’impressione che non sia la competitività il problema, quanto invece la serietà professionale legata alla mentalità italiana, grazie alla quale le chiacchiere e le promesse sono tante, troppe. Terminata questa prima fase sperimentale, quali novità Sul Romanzo riserverà ai suoi lettori?
Siamo in piena fase sperimentale. Sul Romanzo scruta davanti a sé diversi scenari, il fermento è in atto, dipenderà dai lettori (anche quantitativamente parlando) e da noi, cioè chi in redazione avrà la follia di credere ancor più nel progetto. Per fare due esempi: a giugno vi sarà una collaborazione con il Piccolo Festival di Letteratura di Bassano Del Grappa (VI) e fra pochi mesi Sul Romanzo inizierà a organizzare qualche reading nostalgico e provocatorio, di cui vorrei darvi un’anticipazione, ma è troppo presto per parlarne, devo mettere il punto. Fatto. Punto. C’è qualcuno a cui vuoi dire grazie?
Ai lettori di Sul Romanzo che sono sempre più numerosi, ai fantastici collaboratori che mi spronano a spremere di continuo le meningi, e a te che mi hai dato questa opportunità di fare conoscere meglio il nostro progetto. |
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