Scrittore in crisi: roba da thriller

Esce in Italia il romanzo impossibile di Rafael Reig

di Anna Petrazzuolo

 


 

M

adrid. Ingaggiato per fare luce su misteriose sparizioni, il detective Clot viene trascinato in un’intricata indagine che tra appostamenti e colpi di scena porterà, alla fine, tutti i nodi al pettine. Riassunta così, la trama di Grondante sangue dello spagnolo Rafael Reig (Marotta & Cafiero editori) sembra aderire perfettamente al cliché del romanzo giallo, in cui la soluzione del caso coincide con il ripristino dell’ordine e il trionfo della giustizia. In realtà il libro, tradotto in italiano da Marco Ottaiano, sfugge a ogni tentativo di classificazione configurandosi come una mistura fuori dai canoni e dalle convenzioni. Indolente, solitario e irrimediabilmente sciatto, Carlos Clot è il protagonista di una vicenda in cui gli elementi tradizionali del thriller si intersecano con  surrealismo e fantascienza generando esiti ora macabri ora grotteschi.

 

Come in uno shaker, Reig si diverte a miscelare la realtà con la finzione, il possibile con l’impossibile. Ecco allora che

la Spagna si trasforma in una colonia americana, la natura assume l’aspetto di artificiosa scenografia di cartongesso e il far west, dal passato, può irrompere nel XXI secolo con tanto di saloon, fuorilegge e pistole al seguito. Dentro questa cornice, un via vai turbinoso: personaggi che sfuggono al loro autore e acquistano vita propria, teste parlanti che rincorrono corpi mutilati, illusionisti, maghi; e poi micidiali pillole verdi, esperimenti genetici, gag comiche; senza dimenticare Pirandello, Anna Bolena e Julio Iglesias. Insomma, la letteratura spalanca le sue fauci e ingurgita ogni cosa. A questa  stessa esuberanza è improntato lo stile, che è ricco di invenzioni slang e intercalari, come quel “non dico altro” con cui ogni volta l’io narrante strizza l’occhio al lettore per segnalargli le astuzie della macchina letteraria che ha davanti.

 

Docente di letteratura e columnist culturale, Reig si era fatto già notare per l’umorismo e la vena ironica. Nelle sue opere – tutte siglate Lengua de Trapo, casa editrice giovane ma con una forte personalità – si avverte la ricerca di una leggerezza che non perde mai di vista la nozione alta della letteratura. In questo senso Grondante sangue è romanzo pienamente riuscito. Perché proprio in quella che suona come apologia del genere pulp, Reig mette a nudo il lato oscuro del lavoro letterario e lo fa raccontando la crisi di uno scrittore diviso tra plauso del pubblico e consenso della critica. La devastante frustrazione che lo conduce alla morte ci ricorda che la letteratura non è solo carta patinata e copertine rilegate ma anche cuore, carne, sangue che scorre. Anzi, che gronda. No digo más.

 

 



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